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Un salto in Savoia

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Messaggio Da Camperfree Mar 25 Giu 2013, 04:15

Un salto in Savoia

di Elio e Fernanda

Lunedì, 17.08
Questo è un viaggio improvvisato dagli eventi che ci costringono, quest'anno ad un tipo di turismo mordi e fuggi in camper.
Riusciamo a mettere insieme 4 o 5 giorni e partiamo, cosi, senza una meta precisa. Per meglio dire, una meta c'era: la montagna, o zone montagnose con fresco.
Quindi un paio di mezze idee già ci frullavano in testa: Tirano ed il Bernina o la Savoia.

Verso le 13 circa, si parte, direzione nord.
Strada facendo il caldo si fa sentire e accendiamo il climatizzatore del nostro mezzo. E' un altro viaggiare.
Intanto, fra un km e l'altro si è deciso per la Savoia perché Fernanda è da tempo che desiderava visitare l'Abbazia di Hautecombe, dove riposano le spoglie dei reali di Savoia. E allora Savoia sia.

Procediamo spediti fino ad Aosta, dove usciamo dall'autostrada per fare un po' di strada normale e goderci il paesaggio. E' una giornata afosa. E' ormai pomeriggio inoltrato quando giungiamo a Prè S. Didier.
Prima di imboccare la strada per La Thuile, ci fermiamo al chiosco dei formaggi tipici valdostani che si trova sulla statale, alle porte del paese. Facciamo una buona scorta di Fontina ed altri formaggi tipici.
Iniziamo la salita per La Thuile e, di tanto in tanto, ci fermiamo o accostiamo per lasciar passare le auto che si formano in coda, tenendo un'andatura consona alla nostra condizione di vacanzieri e senza sforzare il motore del nostro Kimu che, per la verità, se la cava benissimo con i suoi 3 litri di cilindrata e nonostante la sua mole.
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Giungiamo, infine, a La Thuile, verso le 19. La temperatura è un po' più mite, anche se ci aspettavamo più fresco. Cerchiamo e troviamo l'area sosta camper, Area Azzurra, ma la troviamo piena come un uovo. Ci sistemiamo comunque all'esterno, insieme ad altri equipaggi. Il caldo è ancora opprimente. Cena e partitina a carte. Si preannuncia una notte calda. Invece, è andato via via rinfrescando, tanto da coprirci e chiudere gli oblo. Buonanotte.

Martedì, 18.08
Contrariamente alle aspettative, abbiamo dormito bene. Sveglia alle 9. Preparativi e, con relativa calma, aggiungo l'acqua che abbiamo consumato, al serbatoio delle chiare, presso una fontana del parco vicino all'area, utilizzando il comodo annaffiatoio con canna, che ho a questo scopo, e si parte. Alcune foto al paese e ci si dirige al Colle.
Sul P. S. Bernardo, breve sosta per definire i dettagli e la direzione.
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Qualche foto. Poi, utilizzando le notizie lette su un altro diario di viaggio, decidiamo di proseguire verso Annecy. Ma, man mano che scendiamo verso Bourg Saint Maurice, il caldo aumenta e si fa sentire.
Attraversiamo il paese, che ormai conosciamo bene per avervi più volte fatto sosta, e ci fermiamo su un'area sosta lungo la N90 per Moutiers, per pranzo. Sono le 13 circa. Durante la nostra sosta giunge nell'area un addetto alle acque della zona, o qualcosa di simile, alla guida di un'auto che traina una piccola cisterna e, senza farsi scrupoli, apre il grosso rubinetto e scarica nel bel mezzo dell'area, dell'acqua che non sembrava affatto pulita! Noi e l'equipaggio di un altro camper francese presente, lo guardiamo esterrefatti! L'omino, come nulla fosse, con il rubinetto aperto ed il liquido che, copiosamente, continuava ad uscire, si rimette al volante e riparte, inondando anche la statale con la sua scia liquida. Ora, senza voler entrare in polemica, si accusano spesso i camperisti di scarico selvaggio quando, altre categorie di persone scaricano allegramente senza porsi problemi. Ed al cospetto proprio di due equipaggi in camper!
Ripartiamo con il climatizzatore acceso. Fa già un bel caldo! Cambio di meta! Non più Annecy che riteniamo piena di turisti e di camper in questo periodo e, via per La Roche s/ Foron, di cui abbiamo letto bene su quel diario. Ad Albertville deviamo per Megéve imboccando la N212. Si attraversa una stretta valle, a tratti molto bella, con delle “gorge” subito dopo Ugine. A Flumet facciamo una deviazione per N.D. De Bellecombe, che immaginiamo una Cattedrale... Invece, qualche km dopo giungiamo in una località turistica, e forse anche sciistica, che, tutto sommato, troviamo molto simile ad altre località come Cervinia, ad esempio. Insomma, ci delude un po'. Comunque, parcheggiamo in un ampio parcheggio in cima al paese, due passi per qualche foto alla locale chiesa, sotto un sole che brucia, ma senza afa, per fortuna.
Ripartiamo. Attraversiamo Megéve, che ci appare graziosa. Nei pressi di Combloux troviamo un distributore self service con il prezzo del gasolio più basso della giornata, 1.080 euro/l e facciamo il pieno. Infine giungiamo a Sallanches, dove effettuiamo una breve sosta per visitare il centro. Un paese niente male. Sono ormai le 18.30 circa. Fa ancora caldo! Si riprende la marcia e finalmente, a sera, giungiamo a La Roche sur Foron. Troviamo subito l'area sosta camper. Vi sono altri due equipaggi, di cui uno, due anziani signori, con un Hymer B Klasse 655 SL su Mercedes, nuovo di zecca, molto bello.
Ci sistemiamo e ci facciamo una bella doccia fredda che ci ritempra.
Cena, redazione di questo diario, lettura rilassante ed a nanna.
A domani la visita del paese. Buonanotte.

Mercoledì, 19.08
Dopo una iniziale “caciara”, da parte di alcuni ragazzi, sul vicino ponte che porta in paese, con lancio di alcuni petardi, la notte è trascorsa poi tranquilla. Il caldo si è attenuato durante la notte ed il risveglio è stato buono. Nella notte è arrivato un altro camper che, con molta discrezione, si è sistemato quasi senza far rumore. Sarebbe stato cosi anche in Italia, o da parte di qualche equipaggio italiano? Vabbè, lasciamo le inutili polemiche.
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Dopo il CS, abbastanza comodo in quest'area, che è gratuita, iniziamo la visita al paese, la cui parte medievale risale al '11 secolo.
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Merita una visita ma, francamente, non è nulla di eccezionale. Alcune foto, qualche scorcio, il castello de l'Echelle con il suo parco, che per la verità, non è tenuto nelle migliori condizioni e la visita termina qui.
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Sono le 11.30 ed il caldo si fa già sentire! Temiamo che anche oggi sia una giornata molto calda.
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Ci imbattiamo in una “patisserie” i cui dolci prodotti ci fanno molto gola e decidiamo di sederci ad un tavolino al fresco e goderci un po' di golosità.
Consumiamo un po' di dolci prelibatezze, ottime, accompagnate da una bibita fresca e, così, il pranzo è bell'e fatto.
Facciamo ritorno al camper e si parte per una località che ci hanno indicato le due ragazze della pasticceria, di cui una di Napoli, che è Sixt Fer a Cheval quasi ai piedi del Monte Bianco. Fa di nuovo un caldo bestiale. Ci sfianca. Lungo la bella strada, dopo Samoëns, ci fermiamo all'ombra di alti alberi di una fitta foresta e ci riposiamo un po'. Meno male che fra i pregi del camper c'è la presenza del frigorifero che ci permette di dissetarci con acqua fresca. Dal nostro navigatore appuriamo che mancano pochi km per cui, dopo breve riposino, ripartiamo.
Arriviamo in una larga e bella valle, molto verde, che si presenta con le tipiche caratteristiche alpine, riposante, a circa 700 metri di altitudine, molto carina. Il paesino è piccolo, posto lungo il torrente Giffre, meta di numerosi appassionati di rafting.
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Infatti il corso d'acqua si presta molto bene per questa attività, tanto che in paese sono organizzati con pullman per il recupero degli equipaggi a valle e riportarli a monte per una nuova discesa. La giornata, calda e luminosa, qui diventa magnifica. Deviamo per la località di Salvagny, poco a monte di Sixt, dove la strada poi finisce. Il posto è bello e molto verde, chiuso da alte pareti rocciose.
Girovaghiamo un po' e poi facciamo una breve sosta presso una fontana da cui sgorga una bella ed ottima acqua fresca. Ne facciamo scorta per la nostra cambusa.
Ci si rimette in moto, perché crediamo di non essere ancora giunti a destinazione.
Si ridiscende verso Sixt e...incrociamo due attempati signori a bordo di una bella auto d'epoca, apparentemente ben tenuta o restaurata che, senza fatica sale verso Salvagny.
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Vogliamo vederla, sapendo che la strada finisce ma, non facciamo in tempo a girare che è già di ritorno. La seguiamo. A Sixt gira proprio per la strada, l'unica, che vogliamo percorrere per giungere alla nostra meta.
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L'anziana “signora” se la cava bene su questa strada, fuma un po', ma va via con agilità.
Non la perdiamo di vista, Fernanda cerca di strappare qualche foto attraverso il vetro del nostro Kimu. Ci riesce.
Infine, dopo qualche chilometro si giunge ad una biglietteria dove si trova un ampio parcheggio sterrato con tante auto ed alcuni camper. Si ferma anche la “vecchia” auto ed io l'affianco. Scendo con macchina fotografica in mano e chiedo alla gentile coppia se posso riprendere quel gioiello. Gentilmente ed orgogliosamente acconsentono ed io fotografo quel bel pezzo d'opera.
Scambio due chiacchiere in francese con i due gentili e simpatici vecchietti ed apprendo che si tratta di una Citroën, mod. 54 del 1932, comprata all'epoca, dal papà di uno di loro.
Intanto cerchiamo di capire il perché di una biglietteria. Infatti oltre, si può proseguire a pagamento (5 € i camper) poiché trattasi di zona protetta ed i cui introiti vanno a finanziare le spese per il mantenimento del sito, riserva naturale. [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
Paghiamo il pedaggio e proseguiamo ancora per qualche km. Si giunge ad un parcheggio sterrato, in mezzo agli alberi, dove vi è anche un piccolo campeggio con diversi camper, per chi volesse trascorrere qualche giorno in completo relax fra le montagne, e ci fermiamo, anche perché finisce la strada.
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Si è circondati da fitti boschi di abeti e larici con una corona a semicerchio di alte pareti rocciose a forma di ferro di cavallo. Da qui il nome Le Cirque du Fer a Cheval. Si è al confine con la Svizzera. Difatti dall'altra parte vi è la valle del Rodano svizzera, con Martigny ed, a seguire, Sion. E' un sito molto bello ed è attrattiva per escursionisti ed arrampicatori. Una “gorge” scavata dal torrente Giffre caratterizza questo corso d'acqua.
Insomma un bel posto dove riposarsi fra verde, montagne, natura e tanta pace. Di ritorno da questo magnifico posto ci fermiamo presso un piccolo chalet-bar e consumiamo un bel gelato che ci ritempra un po', visto il caldo. Ridiscendiamo verso Sixt che è ormai tardo pomeriggio.
Alle porte del paesino, sulle rive della Giffre, vi è una piccola area di sosta camper con CS, su sterrato, che è quasi piena di camper ma riusciamo a trovare un posto e decidiamo di rimanere qui per la notte, pertanto ci sistemiamo. Siamo in 16 camper ed il solo rumore è quello dell'acqua della Giffre. Una meraviglia. Il sole deve ancora tramontare.
Grossi nuvoloni neri fanno presagire un temporale che, infatti, viene annunciato da numerosi lampi in direzione di Ginevra ma, di acqua non fa che poche gocce. Siamo accaldati e sudati ed una salutare doccia nel nostro Kimu ci rimette in sesto. Nel frattempo è giunto un motorhome Esterel, mod. 49, apparentemente nuovo, che non manchiamo di ammirare.
Cena, redazione del diario ed a nanna. Sta rinfrescando ed il rumore dell'acqua a pochi metri da noi ci accompagna in una dormita che ci vedrà ben riposati domani mattina.

Giovedì, 20.08
Infatti abbiamo dormito bene. Io mi sveglio di buon'ora per cercare di anticipare le prevedibili operazioni di CS degli altri equipaggi che ci farebbero ritardare la partenza per Hautecombe ed anche perché vogliamo anticipare un po' il caldo. Difatti riesco a fare le mie operazioni di CS con tranquillità. Dormono ancora quasi tutti.
Partiamo. Riattraversiamo la bella vallata verde ed attraversiamo Samoëns, piccolo e grazioso paese.
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Decidiamo che vale la pena fermarsi e visitarlo. Troviamo un piccolo sterrato vicino al centro, dove parcheggio. Merita una visita.
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Giriamo per il piccolo centro, qualche acquisto e si riparte. Il sole comincia a picchiare. Il navigatore ci fa ripercorrere la strada per La Roche s/ Foron. Attraversiamo Marignier che sembra carino, ma proseguiamo.

Oggi dobbiamo visitare l'Abbazia di Hautecombe e terminare il nostro breve periodo di ferie. Domani dobbiamo essere a casa per impegni che ci attendono. Percorriamo la N203 per Annecy. Fa di nuovo un gran caldo. Lungo il tragitto troviamo un posto all'ombra per pranzare. Di riposare neanche a pensarci. Fa troppo caldo e viaggiando si sta freschi con il nostro climatizzatore. Viaggiamo senza troppa fretta, però.
Arriviamo ad Annecy nel pomeriggio e la attraversiamo, ripercorrendo le strade che abbiamo percorso qualche anno addietro, passando sul ponte di fronte al vecchio centro ed al Palais dell'Ile, ma non ci fermiamo, anche perché non c'è un buco. Con rammarico di Fernanda, proseguiamo verso Aix Les Bains e quindi verso Chambery.
Impostiamo il navigatore per Bourdeau, visto che in memoria Hautecombe non è presente. Infatti, giunti al paesino troviamo le insegne e le indicazioni per l'Abbazia. Sembrava fatta ma non immaginavamo che ci aspettava ancora una buona mezz'ora di strada stretta che, su e giù lungo la riva occidentale del lago du Bourget porta, infine, al sito dei Savoia che si trova nel comune di S. Pierre de Curtille. Vi giungiamo, con un caldo tremendo, verso le 17.
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Giusto in tempo per l'ultima visita prima della chiusura alle 17.30. Il prezzo d'ingresso con audio guida in italiano è di 3 € a persona. L'interno è sontuoso, opera di diversi autori, con statue fatte realizzare a Torino dai Savoia da artisti dell'epoca. Le varie tombe dei Reali fino agli ultimi Savoia, re Umberto II e la regina Maria Josè, sono sparse per la Chiesa. L'Abbazia si trova in bella posizione sul lago, proprio di fronte ad Aix les Bains e la si può anche raggiungere in battello da questa città. Un posto da vedere, quasi isolato, immerso nel verde, raggiungibile solo con questa unica stradina, comunque percorribile agevolmente anche dai camper, o via acqua da Aix. Vi è un ampio parcheggio dove, credo, si possa anche sostare per la notte, in piena tranquillità e silenzio.
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Rimaniamo circa due ore presso l'Abbazia, fra visita e foto. Alle 19 fa ancora talmente caldo che sembra di avere un phon che soffia aria calda addosso. Se non fosse stato per il caldo e per la necessità di rientrare, saremmo rimasti qui per la notte.
Riprendiamo la strada del rientro. E' nostra intenzione raggiungere Bourg S. Maurice e passare qui la notte. Imposto il navigatore, accendo il climatizzatore e si viaggia spediti. Chambery, Montmelian, Albertville, Moutiers e giungiamo, ormai a buio inoltrato a Bourg. Ma non riusciamo a trovare i punti sosta segnalati con il buio. Quello del piazzale della funivia non ci piace. Sono ormai le 22 e si fa sentire un po' di fame.
Decidiamo di fare un ultimo sforzo ed attacchiamo la salita del Piccolo S. Bernardo fino a La Rosiere dove, finalmente, ci sistemiamo nell'area di sosta camper ad inizio paese, in bella posizione panoramica.
Cena rapida, sistemo il frigo che fa le bizze con l'accenditore, mi rinfresco un po' all'aria aperta dopo una giornata molto calda ed a letto, siamo un po stanchi. Buonanotte.

Venerdì, 21.08
Dopo una bella dormita, questa mattina ci svegliamo con comodo.
Colazione con calma, tanto stamane è previsto un breve giro per La Rosiere, che abbiamo sempre attraversato senza fermarci. Non che ci sia molto da vedere.
E' il classico paese di montagna, costruito appositamente per il turismo e per gli sport invernali. Ma la giornata è bella, la visuale da quassù è fantastica e qualche foto è d'obbligo. Qualche acquisto per alcuni regali e, poco prima di mezzogiorno, facciamo ritorno al camper. Faccio CS e partiamo. Pochi km e siamo al Colle, dove ci fermiamo per pranzo. Non è la prima volta che consumiamo il nostro pasto qui al P.S. Bernardo. Mi diletto a fare qualche foto al luogo ed alla vegetazione locale.
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Non è tardi e ripartiamo lentamente, percorrendo i tornanti che portano a La Thuile, piano, quasi che ci dispiaccia lasciare questi luoghi belli e freschi. A La Thuile mi fermo di nuovo al parco vicino all'area sosta camper per riempire un po di bottiglie della buona acqua della fontana.
Ripartenza e nel tardo pomeriggio siamo a casa.

Per questa breve vacanza ci siamo avvalsi, come sempre, dell'atlante stradale Michelin 1:200.000, ottimo, e del nostro anziano, ma sempre valido, navigatore satellitare Tom Tom Go 300.
Km percorsi: 1224.

Elio e Fernanda Vita.
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