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Normandia, Bretagna e Loira

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Messaggio Da Camperfree Gio 30 Ago 2012, 13:25

NORMANDIA,BRETAGNA E LOIRA

di Andrea e Silvia

( 30 luglio – 20 agosto )

Equipaggio : Andrea, 27 anni e pilota del mezzo, Silvia 25 anni e apprendista navigatrice e cuoca volenterosa.
Primo camper, un Mobilvetta Driver 57s 2.5 TD del 1997 con alle spalle 41.000 km comperato un mese prima dalla partenza con enormi sacrifici economici di entrambi, per seguire le orme dei genitori di Silvia (non ho ancora specificato che il nostro rapporto è di giovani fidanzati ma di lunga data), navigati camperisti, che da tempo invidiamo per il tipo di vacanza e per la passione che trasmettono nel viverla. Il mezzo sarà chiamato “Kermario” ( il motivo per cui l’abbiamo chiamato cosi nasce dal nome di un parcheggio di Carnac, in Bretagna, tanto cercato e tanto nascosto dove abbiamo dormito in una tranquillità unica, dove prima non c’era nessuno ma poi molti si sono aggregati, si chiamava proprio “gli Allineamenti di Kermario”).
Quindi, prima vacanza in camper e tanta voglia di girare, senza dormire in un posto più di una notte e senza rimanere più di mezza giornata nella stessa località. Facilitati da un autonomia di 3/4 giorni che avevamo con il camper e dal fatto che girando in due, potevamo viaggiare e spostarci in continuazione tra questi posti veramente coinvolgenti. Il tutto facilitato dall’elevata organizzazione di parcheggi, servizi e viabilità che la Francia ci ha offerto, anche in un periodo dove nelle nostre zone sarebbe difficile parcheggiare in macchina.

IL 1° GIORNO
Partenza da Corchiano, Montalto di Castro e strada S1 Aurelia fino a La Spezia, autostrada fino ad Aosta e primo pedaggio totale di € 33,40.

Km partenza 41.255
Gasolio €/l 1,069
Spesa € 55,00
Litri 51,45
Autostrada La Spezia/Torino € 20,90
Km effettuati fino a Torino 41.918
Km parziali 663
Gasolio €/l 1,120
Spesa € 50,00
Litri 44,64
Autostrada Torino/Aosta € 12,50

Notte a Courmayer, che oltretutto è bellissima, in un parcheggio vietato ai camper, ma affollatissimo. Oltretutto gratis e con un panorama sul monte Bianco da brivido ( andando verso il traforo del monte Bianco, si trova sotto un ponte sulla destra appena usciti dal paese, ai bordi di un ruscello di montagna).
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IL 2° GIORNO
Ci alziamo presto con un freddo inusuale per noi, che tuttavia non ci dispiace, e partenza per il confine. Si raggiunge dopo poco il traforo del monte Bianco, pedaggio di € 40,40 e si entra finalmente in Francia. La prima cosa piacevole è dopo un paio di km, a bordo strada c’è una colonnina per il carico dell’acqua. Che spettacolo, cominciamo proprio bene!
Iniziamo le nostre tappe d’avvicinamento alla Normandia, passando per Aix le Bains ( che è fra l’altro molto carina in riva ad un lago ) e pranziamo a Chambery ( occhio ai primi dossi francesi, che incontreremo in tutta la nazione ) una cittadina tranquilla e ordinata, dove iniziamo a far caso alla moltitudine di fiori e spettacolari rotonde, che ci accompagneranno e soprattutto ci meraviglieranno per tutto il viaggio.Ripartiamo nel pomeriggio con un cambiamento di programma.
Meglio fare un po’ di km subito e rallentare più avanti nei giorni successivi. Allora via per una bella galoppata di 450 Km, che ci porta ad arrivare per cena a Parigi, dopo aver pagato l’Autostrada Lione/Parigi € 33,50. Dopo cena, visto che il sole ci conforta fino alle 22:30 ( questa una piacevole costante che fa in modo di vivere delle giornate interminabili e uniche ), decidiamo di viaggiare ancora un po’ ed arrivare a Vernon con la promessa di dedicare a Parigi qualche giorno in esclusiva magari questo inverno. Passiamo la notte nella piazza di questo discreto paese (gratis), insieme ad un altro camper spagnolo.

Km effettuati fino a Chambery 42.241
Km parziali 502
Gasolio €/l1,20
Spesa € 72,00
Litri 64,29

IL 3° GIORNO
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La meta principale della mattinata è Giverny, per ammirare la casa ed i giardini di Monet (tra l’altro rinomatissimi),ma purtroppo sono chiusi di lunedì. (occhio però ai parcheggi,c’è uno ma molto stretto, quindi consiglio di passare davanti alla casa e cercare poi un parcheggio più lontano magari su strada), passiamo quindi al castello di Gàillon, che però è chiuso per restauro! (dall’esterno non posso dire di consigliarlo,perché non ci ha fatto una bella impressione), quindi continuiamo a viaggiare con la speranza che nei prossimi giorni la fortuna ci assista più da vicino!
Proseguiamo la giornata, passando per Les Andelis e visitando la cattedrale ed il castello di Guillard, arriviamo finalmente verso sera a Rouen. Uno spettacolo! Misto di case e graticcio, coloratissime, con la cattedrale e le vie del centro davvero caratteristiche ed uniche. Di sera, uno spettacolo con giochi di luce riflessi sulla cattedrale, rende unica quell’atmosfera già particolare e misteriosa. Peccato che alle 23.00 in giro non ci sia già più nessuno!
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Questa costante ci accompagnerà per tutta la Francia, fa buio verso le 22.30 e subito dopo spariscono tutti. Comunque dormiamo in riva alla Senna, lato sx, in un parcheggio sul molo pieno di camper (trovato sui miei appunti scaricati dal sito che sono attendibilissimi e comodi) ed ovviamente gratis.

IL 4° GIORNO
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Al mattino si parte di nuovo in direzione Dieppe, il punto più vicino all’Inghilterra che visitiamo, pagamento di 7 € in un’area attrezzata comprensive della sosta per 24 ore ( che ovviamente non utilizziamo ) e carico/scarico. Visitiamo il castello, spendendo 3 € a persona, molto ricco di oggetti d’avorio ed impreziosito dai quadri di Renoir e Pissarro. Proseguendo il giro normanno verso la costa, passiamo a Fecamp che è un tipico paese estivo ( per modo di dire, visto che in 22 giorni non ho mai sentito nemmeno la temperatura dell’acqua dell’oceano) che è interessante e per le caratteristiche falesie( sono rocce altissime che cadono imperiose nello strapiombo dell’oceano e che troveremo spesso nel corso del giro), fonte di ispirazione di pittori impressionisti tra cui Monet. Altra perla del paese,
è il Palazzo Bènèdictine che è un’autentico gioiello di lusso e sfarzo dei frati dell’epoca.
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Km effettuati fino a qui 43.059
Km parziali 637
Gasolio €/l 1,010
Spesa € 58
Litri 58,59
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Qui si può anche degustare il mitico liquore con 27 erbe inventato nel 1500, imitato in tutto il mondo chiamato Bènedèctine, proprio come il palazzo che ne custodisce i segreti. Si visita l’interno,la distilleria e parte delle cantine con la spesa di € 3,50 a persona. Vivamente consigliato! Sempre attraverso la costa si arriva a Etretat. Più famosa della precedente per la falesia simbolo della zona (che troveremo in tutte le cartoline e che si può visitare con una camminata in salita non indifferente che noi non abbiamo fatto) ma il tasto dolente è che a differenza della maggior parte dei luoghi in Francia, il parcheggio per camper è molto lontano ed in salita. Le strade del centro sono veramente strette e affollate e, come non succede mai, non ci avventuriamo nelle viuzze con il nostro piccolo bolide, ma parcheggiamo lontano e ci arriviamo a piedi come tutti.(cosa che non faremo più, rischiando però qualche volta di rimanere incastrati nel centro di qualche paesino). Passando per il famoso e suggestivo, Ponte di Normandia (con un pedaggio di € 5,80), arriviamo ad Honfleur. Parcheggio 24 ore e carico/scarico a 7 € all’entrata del paese, su una rotonda si gira a destra sopra un ponte. Visitiamo questo splendido paese pieno di ristoranti e bancarelle, con un movimento di gente veramente invidiabile. Iniziamo a leggere in giro specialità della zona, mules e frites ( cozze e patatine fritte ). Ci fermiamo in un ristorantino ad al prezzo di 8,50 € offrono Zuppa di pesce, cozze e patatine fritte. Assaggiamo? Ok. Ci sediamo e beviamo una specie di brodo, qui chiamato zuppa di pesce, cozze così e così ed il caffè. Spendiamo ben 40 € in tutto e ci rendiamo conto di aver preso la prima vera bastonata della vacanza. D’ora in poi cucinerà Silvia le cozze, comprate fresche a buoni prezzi e mangiate in enormi quantità.
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IL 5° GIORNO
Ormai le località delle nostre visite si susseguono a breve distanza, ed in questa mattinata di leggera pioggia arriviamo e Trouville e Dauville. Queste due perle sono attaccate una all’altra e si dice che siano le preferite dai francesi, spiagge, casinò in riva al mare, mercati lunghissimi che costeggiano il porto che segna il confine tra le due luoghi. Consiglio quantomeno di visitare il mercato del pesce dove abbiamo comperato le prime specialità normanne che sono le cozze ( moules che si vendono a litri a circa 2 € ) ed ostriche ( creuses che si vendono a 3/4/5 € la dozzina ).
Visto la brutta mattinata, a malincuore lasciamo le Rimini e Riccione normanne e ci spostiamo a Caen, una grande città di cui sconsigliamo la visita perché non ha niente di caratteristico e cosi interessante da vedere. Dopo aver perso tempo inutile, fortunatamente ci fermiamo a Bayeux, dove arriviamo per cena, pernottiamo, scarichiamo e ricarichiamo l’indomani mattina da un parcheggio al centro del paese, con altri camper, e come ci stiamo abituando da giorni, completamente gratis.

IL 6° GIORNO
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Nel primo mattino visitiamo il paese, caratteristico e vitale ( di giorno, non parliamo per niente di ieri sera ), visitiamo la Tapisseria della regina Matilde , 7,50 € a persona, un ricamo degli anni 1000 con fili di lana, largo circa 50 cm e lungo 85 mt chiamato Arazzo, in cui illustra le gesta di Guglielmo il conquistatore. Una spesa particolare! Prima si visita un’illustrazione che riproduce l’arazzo originale e ci convinciamo di aver preso l’ennesima “sola”. Dopo ci portano a visitare l’originale. Per me una “Mezza Sola”. Novità sovente per le visite che faremo quest’anno in Francia, è l’audio guida in tutte le lingue, che ci evita di seguire la spiegazione in lingua straniera. Merita invece particolare interesse la cattedrale gotica di Notre-Dame, immensa e suggestiva. Facciamo ancora qualche foto qua e là ed andiamo verso il camper. Lasciamo il paese per spostarci verso il mare e precisamente arriviamo ad Arromanches-les-Bains, uno dei siti storici dello Sbarco in Normandia, dove il turismo educato e rispettoso scorre lungo la costa. Ha uno dei musei relativi allo sbarco dei più visitati della Francia ( non visitato ), e sulla falesia che domina l’abitato vi è uno schermo circolare per la proiezione di filmati a 360°. Il parcheggio costa 4 €. L’entrata costa 4 € a persona ma vale assolutamente la pena, immedesimarsi in quello che effettivamente successe nel 6 giugno del ’44. Noi siamo rimasti veramente colpiti e commossi.
Seguiamo le orme dello sbarco e passiamo per la spiaggia di Omaha-beach, dove i resti della guerra rendono ancora l’aria pesante, e dove è vivo il ricordo delle vittime che pagarono col sangue un prezzo troppo alto. Anche se, per la libertà della Francia.
Un altro passaggio dovuto è la visita silenziosa all’immenso cimitero americano, a Colleville-sur-mer ( la falesia sopra Omaha-beach ) dove 10.000 soldati ricevono il ringraziamento tacito nostro, e di milioni di turisti. Sembra strano e inconsueto, ma le sensazioni si fanno forti e l’emozione cresce. E’ un clima irreale! I pensieri spariscono e rimane la tristezza.
Ci vuole un po’ per riassaporare il clima spensierato che avevamo, ma ci aspetta un po’di strada da fare, e questo forse ci voleva proprio.
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Ci dirigiamo a nord verso Saint-Mère Elise, la chiesa che narra la leggenda del soldato rimasto impigliato con il paracadute sulla guglia del campanile, si finge morto per sfuggire ai tedeschi, si salva, ma rimane sordo per i rintocchi delle campane. Nel paese c’è solo quello! Sconsigliato! La deviazione che abbiamo fatto non valeva assolutamente la pena.
Ripartiamo immediatamente dirigendoci a visitare il castello di Balleroy. Spendiamo € 6,50 a persona,giriamo soli nei giardini in attesa della visita guidata che oltretutto è per 6 persone ed esclusivamente in francese. Ci renderemo poi conto che la Loira è ben altra cosa. Mi sento di sconsigliare anche questo, vale la pena al limite una visita all’esterno, visto che dalla strada sembra ban più grande ed imponente.
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Km effettuati fino a qui 43.629
Km parziali 570
Gasolio €/l 0,998
Spesa € 58,51
Litri 58,63

Ritorniamo sulla costa, e precisamente a Granville giusti giusti per la cena, che consumiamo tranquillamente tra il vento dell’oceano ed il sole che tramonta. Parcheggio per la notte più carico e scarico a 5 € ( vicino all’acquario, sopra il porto ).

IL 7° GIORNO
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Al risveglio, la pioggia! Non è il massimo per fare del turismo, ma eravamo preparati a questo clima, anche se è il secondo e l’ultimo giorno di pioggia della nostra lunga vacanza. Sempre convinti a cercare il meglio in ogni situazione, ombrello alla mano e si parte. Costeggiamo la falesia che interrompe la spiaggia di Granville e, dopo una lunga scalinata, arriviamo nella casa museo di Cristian Dior. Molto belli i giardini dove tra i fiori si possono annusare le famose fragranze dei profumi più famosi creati dallo stilista, dentro dei contenitori fissati a terra. Bella anche la casa, che vista dall’esterno sembra molto ben curata e rigogliosa. All’interno dovrebbe esserci anche un museo ed una sala con le più belle proiezioni delle sfilate dello stilista, che però non visitiamo perché a pagamento. Proseguiamo la passeggiata per il centro affollato, forse dovuto ai disagi della pioggia, e saliamo verso la zona alta della cittadina arrivando a Point du Roc. Un belvedere sulle coste selvagge della zona ( che in Francia vengono chiamate Cote Sauvage ), con strapiombi e resti delle fortificazioni militari. Bella sorpresa, girando per il promontorio cosa ritroviamo? Il punto sosta dove è parcheggiato Kermario. Senza ulteriori sforzi, pranziamo in tranquillità ed aspettiamo che spiova riposandoci un po’. Appena riapriamo gli occhi, il sole splende, ed il momento per me più atteso si avvicina. Ci stiamo dirigendo verso il mitico Mont St-Michel, un castello incantato sulla sabbia marina.
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L’attesa non è lunga, ma sembra non finire mai! Da qualche anno ho questo desiderio nel cassetto, nato dai suggestivi racconti di un mio caro amico, e che finalmente stò per realizzare. Il monte inizia già a vedersi a qualche decina di km di distanza e Silvia inizia a fare una serie interminabile di foto, che poi non verranno assolutamente bene. Vedo in lei un coinvolgimento ed un interesse particolare. Mi fa piacere. Arriviamo al parcheggio dei camper vicino alle mura e paghiamo volentieri 8 € per la sosta di 24 ore. Non ci sono simili panorami nel migliore degli alberghi! Ci avviciniamo al paese e leggiamo su un cartello “La prossima marea è prevista dalle 19 alle 20:30”, guardiamo un pò in giro e giusto in tempo, corriamo per le strette e affollate vie del posto a cercare un punto panoramico dove capire quello che sta per accadere. Lo spettacolo è unico e sorprendente, ma la troppa folla limita un po’ la visuale del lento affluire dell’acqua. Un’avvenimento unico ed irripetibile. Quando l’euforia si placa, iniziamo a scendere verso il camper per la cena e aspettiamo che la notte si faccia intensa per fare qualche fotografia e tornare a visitare il monastero in notturna. Tornati in cima, ore 22,45 ( fa notte alle 22:30, qualche foto ed il tempo per salire ) capiamo troppo tardi che la biglietteria chiude alle 22:30. Ok, torniamo domattina alle 09:30. Cogliamo lo stesso il meglio che il paese offre, passeggiando per le vie e gustando un buon gelato spacciato per artigianale ed italiano. Ritorniamo comunque soddisfatti al camper, e Buonanotte.
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L’ 8° GIORNO
Come nel migliore dei programmi la mattinata inizia con un bel sole ed un vento fresco, e saliamo ansiosi a far visita al monastero. Il biglietto d’entrata costa 8 € a persona e vale assolutamente la pena di essere visitato. Con un po’ di malinconia ci avviamo tra i turisti in direzione di Kermario che senza problemi ci ha portato a spasso per tutta la Normandia. Infatti proprio dal prossimo paese che visiteremo inizierà la Bretagna. La destinazione è Cancale, rinomata per gli allevamenti di ostriche e cozze, ed oltretutto anche un grazioso paesino in riva al mare. Ha una bella spiaggia, è pieno di turisti e si mangiano con 3 € ben 13 ostriche che con una maggiorazione di 50 cent. vengono aperte sul posto ( aprirle da soli non è poi cosi facile ) e servite su un piatto apposito dove vengono degustate dai turisti in riva al porto ( ricordate che da bravi turisti bisogna riportare il piatto alla signora! ). A noi, quindi è proprio piaciuto. Dopo aver mangiato due litri di cozze in due, ( ricordo che sono circa 2 kg ) e prima la pesantezza prenda il sopravvento partiamo per percorrere pochi km ed arriviamo a St-Malò. La meta è rinomata ed effettivamente c’è gente, abbiamo avuto però qualche problema nel trovare parcheggio , sia perchè il centro è vicino al terminal traghetti e sia perchè c’è un corteo che sembra di naturalisti o qualcosa del genere.
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Non è il tipico paesino tranquillo. Parcheggiamo lo stesso, ma non per concludere qui la giornata come da programma ( preferiamo paesini più piccoli e caratteristici, rispetto a questi posti, belli per carità, ma con troppa gente che sembra farci ritornare un po’ nel caos dell’Italia ), ma solo per visitare questa città. Fortificata ed in riva al mare dove si può passeggiare per l’intero perimetro sopra le mura ad ammirare tutt’intorno i paesaggi suggestivi delle spiagge ed il porto lasciati poveri dalla bassa marea. Rimaniamo lo stesso colpiti dalla bellezza del posto , ma ripartiamo ugualmente per raggiungere Dinan, molto bella, tranquilla e caratteristica, dove iniziamo ad ammirare i tipici paesi bretoni che alternano le case a graticcio con quelle in pietra, ma rigorosamente con i tetti in ardesia dai colori uguali. Parcheggiamo gratis per la notte, in pieno centro con altri camper nel piazzale davanti alla caserma dei carabinieri, prepariamo la cena e decidiamo di non uscire. Tanto come al solito non ci sarà nessuno! Invece appena fa buio sentiamo molta gente che gira per il paese, dove sembra che ci fosse una festa,e capiamo che forse stasera abbiamo sbagliato. Ormai però sono le 23 e rimaniamo esausti a rilassarci e riposare tranquillamente, pensando già a domani.
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IL 9° GIORNO
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Iniziamo la visita a Dinan in una tipica e fresca mattinata bretone, salendo con 2 € a persona sulla cima dell’orologio completamente in legno del 1498, che mostra il panorama di tutto il paese diviso in due parti. Una parte più alta circondata da grandi mura duecentesche che dai 75 m di altezza domina la parte più bassa adagiata sul fiume Race da cui prende il nome il caratteristico porto. Continuiamo a girare a piedi percorrendo gran parte delle mura circostanti ed in fine visitiamo anche l’abbazia ( chiusa per restauro all’interno ). Appena pranzato decidiamo di tornare a fare un giro sulla costa. Passando in camper tra i paesi bretoni, facciamo caso a quanto sia facile spostarsi qui dove la circolazione è ordinata e precisa e dove ogni paese offre indicazioni per i servizi camper. Arriviamo in questa punta della regione, costeggiando il mare e notando l’incredibile colore dei massi di granito che emergono dalla brughiera o precipitano nel mare, in questo tratto di costa chiamato anche Cote de Granit Rose. Il primo paese su questo litorale è Perros-Guirec, un gran bel paesino sull’oceano ed un bel porto che gode di paesaggi unici rinomato per le spiagge di sabbia fine; poi incontrando Ploumanac’h, conosciuta per le case in granito rosa ed i suoi cumuli di rocce rosa sulla spiaggio dalle forme bizzarre; ed infine Tregastel, altro bel posto accogliente che sommato agli altri due merita sicuramente adeguata considerazione. Per l’ora di pranzo facciamo una sosta nel parcheggio sottostante alla collina dei templari, siamo a Lannion, che per la digestione ci porta ad affrontare i 155 scalini che ci separano dalla chiesa di Brelèvènez, che devo dire mi è piaciuta molto. Per la sera arriviamo a Morlaix, consigliataci come città tipica con le particolarissime case a lanterna dei ricchi borghesi, molto tranquilla e meritevole di considerazione. Posto che a noi non è assolutamente piaciuto! Le particolari case a lanterna non ci sono più, lo stato di conservazione delle case e del paese in generale ci ricorda quello italiano, sporco e confusionale. Facciamo un giro prima di cenare e decidiamo di non uscire neanche per una passeggiata notturna. La cosa positiva è stata la sosta gratuita per la notte, comprensiva di carico e scarico, insieme ad altri malcapitati visitatori di quel posto nel parcheggio del supermercato intermarchè.

IL 10° GIORNO
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La giornata che ci aspetta oggi non è particolarmente lunga, quindi con calma ci alziamo e facciamo qualche compera al supermercato e partiamo. Arriviamo velocemente sulla costa per iniziare ad ammirare i meravigliosi panorami e ci fermiamo a St-Pol-de-Leon. Visitiamo la bella cattedrale e l’alto campanile in granito di ben 78 mt (il più alto della Bretagna), giriamo un po’ senza meta e poi via. Proseguendo lungo la costa ricca di spiagge rese infinite dalla bassa marea, ad 8 km più a nord visitiamo il tipico Roscoff, stazione balneare ed importante centro medico per la talassoterapia, un bell’acquario ( non visitato ) e i giardini esotici ( non visitati ). Continuando per la costa si arriva a Plouescat. Solito bel paese e solite grandi spiagge di sabbia che si incontrano lungo la costa nord, che ha come attrattiva principale ha il mercato coperto risalente al XVII° sec., fatto con possenti travi in legno e molto ben conservato. La giornata si va concludendo mentre ci dirigiamo a Brest per visitare il famoso acquario di oceanopolis. Appena arrivati cerchiamo subito un parcheggio che non si trova, girariamo senza meta e leggiamo sulla guida che dopo esser stata distrutta dalla guerra è rinata come città moderna e povera di storia, arte e tradizione. Ci dirigiamo verso l’acquario e pernottiamo nell’immenso parcheggio gratis, per pulman e camper, che chiude i cancelli di notte dalle 20:30 alle 08:00 del mattino. Rimaniamo in completa tranquillità con altri camper nell’attesa che l’indomani apra la biglietteria. Qualcuno dei camperisti si armava di buona volontà e percorreva 5 km per visitare la città, noi no! Anche perché non abbiamo portato le biciclette ( che non ci serviranno mai per tutta la durata del viaggio).

L’11° GIORNO
Iniziamo la giornata con 15 € a persona per il biglietto d’entrata, speriamo non doverle rimpiangere!
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La visita dell’acquario è lunga e ci passiamo gran parte della mattinata. Secondo noi è inferiore a quello di Genova, ma meritevole ugualmente di attenzione. Oltre alla visita delle innumerevoli specie di pescie crostacei comprende molte spiegazioni sul mare, le maree, l’atmosfera, i cambiamenti di temperatura, con tutte le conseguenze e le informazioni in merito. Inoltre c’è un forum con dei filmati, delle postazioni internet e molto altro ancora. Appena conclusa la visita approfittiamo del bel parcheggio dove siamo accampati ( con tanto di cunei e piedini; cosa che qui in Francia faremo spesso ) per pranzare e riposarci. Dopo un po’ si riparte. Nell’immediata periferia della città, sul golfo, ci fermiamo a Douglas. E’ un piccolo abitato al fondo della rada di Brest dove si può ammirare Plougastel-Daoulas, un calvario di ben 180 figure. Dopo aver fotografato il tutto partiamo in direzione Cap de la chevre per ammirare un po’ di panorama costiero, e di strada ammiriamo due bei posti turistici, Crozon ( la penisola a forma di croce coperta di erica e ginestre; gran paesaggio selvaggio ) e Morgat ( dove si possono visitare, con la bassa marea, le grotte sotto le falesie formate dall’erosione avvenuta nei secoli ). Passiamo poi a Camaret per così raggiungere Pointe de Penhir che è veramente veramente molto bello. Si scoprono i veri paesaggi e la vera natura. Parola mia. Poi però fidandoci delle indicazioni del luogo e presi da questi bei paesaggi, seguiamo le indicazioni per raggiungere Pointe des Espagnols, dove si dovrebbe godere di una straordinaria vista sul canale , il golfo e la città di Brest. Non ci andate assolutamente! Ricordate.
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Strada stretta e piena di buche, con sali e scendi per una ventina di km ( solo andata ), per poi vedere il nulla e rimanere quasi senza gasolio. Un deserto. Riusciamo a ritornare e fare rifornimento tirando un sospiro di sollievo.

Km effettuati fino a qui 44.327
Km parziali 697
Gasolio €/l 1,020
Spesa € 59,00
Litri 57,88
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Proprio dopo questo stress ci vorrebbe qualcosa di veramente rilassante. Ed eccoci arrivare a Locronan, un paesino di 796 abitanti a cui pensavamo nessuno potesse dare fiducia. Appena arriviamo il centro era chiuso al traffico ed i camper erano sistemati su un apposito parcheggio ( gratuito, dove ceniamo, dormiamo e ci rilassiamo in assoluta libertà ) a ridosso del limite di accesso ed in prossimità del centro. L’aria era tranquilla, ed i camper erano in molti e molti continuavano ad arrivare. Così , curiosi, andiamo subito a fare un giro e……. il tempo sembra essersi fermato. Il più bel paese bretone che ho visto. In giro pochissima gente, negozi di artigiani, restauratori, e clima assolutamente cordiale. Troviamo qui una pasticceria che emana un profumo inebriante ed avvolge completamente la strada. Entriamo e comperiamo le tradizionali gallette bretoni, una schiacciatina di nocciole ed una meringa gigante. Nel rientrare al camper notiamo piacevolmente che le uniche persone in giro sono i camperisti che sembrano i primi esploratori di un paese sconosciuto. Col passare dei minuti l’atmosfera si fa sempre più magica e mentre il sole scende le case si colorano, le lanterne si accendono e tutto sembra finto. Qui inizio a pensare come poter descrivere e trasmettere queste emozioni e questi posti, proprio come stò facendo ora seduto davanti ad un computer, dopo aver vissuto così una vacanza che sembra indescrivibile! Nel consumare la cena non possiamo fare a meno di assaggiare le mitiche gallette che sono di una bontà unica, e dopo il caffè torniamo a fare un giro come se la stanchezza accumulata fosse ormai un vecchio ricordo.

IL 12° GIORNO
Appena svegli notiamo in giro un movimento insolito di gente, facciamo colazione e torniamo al paese già pieno di turisti e di bancarelle per un simpatico e fornitissimo mercato dell’antiquariato. Diamo un’occhiata e notiamo che si differenzia molto dai mercatini di cianfrusaglie che visitiamo in italia, è ordinato e pulito, oltre ad essere fornito di materiale d’avvero unico ed interessante. Visitiamo la chiesa di St-Ronan ( al centro della piazza ) e la chiesa di Notre-Dame-de-bonne-Nouvelle ( scostata dal paese, percorrendo una stradina sterrata per 500 mt, si nota un vecchio fontanile e la chiesa addirittura del XVII° sec ). Questa è la vacanza che ci piace, così stiamo visitando, allora a malincuore più del solito partiamo di nuovo. Percorrendo la strada parallela alla linea della costa si arriva all’estrema punta occidentale della Cornovaglia. Un sito turistico ristrutturato nel 1995, accogliente e con ampi parcheggi, che ospita più di un milione di turisti l’anno.
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Questo è Le pointe du Raz, (simile ai paesaggi di pointe de Penhir ma ben più conosciuto ed affollato di turisti ), sentieri pedonali che si perdono tra le falesie e brughiere infinite su rocce di granito. Caratteristico gioiello naturale che fù punto impervio per gli antichi navigatori, ed oggi solo ambita meta turistica bretone. Come ormai avrete capito, noi due per i posti affollati non ci andiamo poi così pazzi e quindi, di sera ci avviciniamo sempre a posti tranquilli dove concludere in pace queste lunghe pazze giornate da viaggiatori.Ritorniamo indietro su queste vie strette strette per scendere ancora verso sud e raggiungere Quimper. E’ il capoluogo del finistère, piacevolmente ricca di fiori e piena zeppa di gente che passeggia per il centro a fare spese e comperare souvenirs di vario genere. Ci fermiamo per un piacevole giro in centro ed osserviamo l’ottimo stato di conservazione del paese antico, ci mangiamo una tipica crepè con burro e zucchero ed ascoltiamo i numerosi artisti di strada che si esibiscono lungo le vie. Abbiamo ancora tempo e voglia, si parte ancora per l’ultima visita della giornata. Basta guidare un po’ su queste belle strade mai affollate, dove la circolazione scorre ordinata ed in rigida linea con il codice della strada, per fermarci di nuovo una volta giunti a Concarneau. Ci fermiamo non lontano dal porto, seguendo le indicazioni di un parcheggio con servizi che sfortunatamente troviamo occupato da un circo. Un italiano ci informa che possiamo comunque sostare in un posto li vicino dove avevano dirottato gli altri camper. Li raggiungiamo e parcheggiamo, gratis con la possibilità di usare la colonnina dei servizi con 4 €. Non ci dà l’impressione di un grande posto turistico ma continuiamo ugualmente a camminare.
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Arrivati a La ville close , una fortificazione situata su un’isoletta al centro del porto, notiamo che è questa la parte della città più bella ed anche il centro turistico della cittadina. Sono qui concentrati gli scorci tipici, i ristoranti, i turisti, e troviamo ancora lo stesso profumo che ricordava Locronan. Capiamo poi che questa biscotteria ha tre sedi con gli identici prodotti artigianali che compreremo di nuovo, e che consiglio a tutti di provare. Si chiama La Torchette. Facciamo una passeggiata tra i negozi e torniamo al parcheggio camper ( non proprio vicino, questa volta 3/400 mt ci sembrano non finire più ) per cena. Torniamo di nuovo di sera alla Ville, dove all’entrata un chitarrista ed un violinista riempiono le strade di piacevole musica e ci fermiamo ad ascoltare un po’. Una massa di gente che continua a fermarsi ed alla fine della canzone da buoni italiani, mentre gli altri turisti lasciano la consueta mancia nel cappello, ce ne andiamo indifferenti. Tutto liscio e tutto bello, ma un’inconsueta “efficienza circense” ci coglie di sorpresa. Ricordate il circo che vi dicevo prima? Dopo lo spettacolo hanno smontato tutto e sono ripartiti! Cosa inconsueta in Italia! Quindi prima delle 02:00 di notte c’è stato un po’ di casino.

Continua
Camperfree
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Camper
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Normandia, Bretagna e Loira Empty Normandia, Bretagna e Loira 2° parte

Messaggio Da Camperfree Gio 28 Feb 2013, 18:32

Continua 2° parte

IL 13° GIORNO
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Tutto sommato abbiamo dormito bene! Per sicurezza usufruiamo dei servizi del parcheggio e partiamo per fare pochissima strada ed arrivare a Pont-Aven. Il primo paese dove incontreremo d’avvero vecchi mulini. E’ carino e ordinato, passeggiamo e comperiamo la solita Baguettes e delle cartoline in parte da spedire ed in parte da conservare per ricordo. Poi, forse l’unico neo della nostra guida, decidiamo di visitare il famoso Bois d’Amour che leggo testualmente, dovrebbe essere “una piacevole passeggiata nel bosco sopra i meandri del fiume Aven alla ricerca di angoli e scorci che ispirarono i pittori”. Un’ora di camminata in un bosco neanche ben tenuto con un paesaggio così così e facendo una sudata assurda, oltretutto dopo essere usciti da poco puliti e profumati dalla doccia del camper. Non contenti facciamo ormai anche un altro sentiero che porta a visitare la cappella di Tramalo dove è custodito il “Cristo Giallo”. Silvia dice che è storia, ma io non vi consiglio queste escursioni. Comunque il paese è meritevole. Ora, stanchi e sudati, dovremo anche fare un po’ di strada e raggiungere la penisola di Quiberon! Ci arriviamo, ma con una sonnolenza fuori dal comune. La temperatura man mano che scendiamo lungo la costa si fa più gradevole e si inizia a vedere qualche coraggioso che fa il bagno nelle comunque gelide acque dell’oceano. Questa penisola che termina proprio a Quiberon si percorre da un lato tra le spiagge e dall’altro tra gli scogli ( troverete la solita indicazione Cote Sauvage ). Fa caldo e questo posto è veramente una bella meta estiva, somigliante al genere spagnolo movimentato con le spiagge piene. Ma oggi siamo veramente stanchi e ce ne andiamo in zone tranquille. Al ritorno dalla penisola il primo posto andando verso sud è proprio Carnac ( famosa per i Megaliti che era anche in programma di visitare ), dove c’e un’area attrezzata davanti all’ingresso del paese nei pressi dell’area pedonale. Parcheggiamo ( tutto gratis, meglio di così ) un po’ storti ed in pendenza, allora qui inizia la ricerca del secondo posto consigliato che si chiama gli allineamenti di Kermario! Giriamo un po’ tra le vie del paese, dove oltretutto c’era un gran traffico per un mercatino in centro e per le visite ai Megaliti, ma niente da fare. Non riusciamo a capire dove si trova questo posto così buffo! Allora ce ne andiamo un po’ nervosi verso Vannes. Eccolo eccolo! Il cartello con suscritto Parking Allineaments Kermario! Lo raggiungiamo e troviamo anche un altro camper. Ci rilassiamo un po’ ed iniziamo a preparare la cena. Un posto veramente tranquillo, ricco di vegetazione e di silenzio. Appena buio ci siamo addormentati.

IL 14° GIORNO ( 12/08/2005 )
Il risveglio è spettacolare! Soltanto il rumore del vento tra le piante e gli uccelli che cantano nel fresco mattino. Facciamo tutto con calma e relax e partiamo verso le 11:00 sempre in direzione sud. Si arriva dopo un po’ a Vannes. Le antiche mura ed i bastioni costituiscono uno dei complessi fortificati più interessanti di Francia. Numerose e ben conservate le case a graticcio con tetti in ardesia dai colori splendenti, lavatoi del XIX sec. e molti fiori. Facciamo un bel giro per il centro e capiamo che è la prima città al livello di Rouen, è ci colpisce molto! Andiamo alla ricerca di un famoso lavatoio che viene sempre raffigurato nelle cartoline della città ( le cartoline sono sempre preziose nell’indicare i posti più caratteristici e di maggior attrazione ), e delle vie più caratteristiche. Assaggiamo come sempre le baguettes, qualche dolce, e delle simpatiche strisce di pane sottili al formaggio o spek che sono le specialità di qualche antico forno del centro. Visitiamo il porto, i giardini, e facciamo un giro per i negozi e le vie del centro. Consigliamo a tutti di passare per questa città. Guardate qui sotto qualcosa!
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Ripartiamo senza fretta per quello che dovrebbe essere il nostro ultimo giorno di mare, percorrendo un’altra penisola e fermandoci per caso a Guerande, da cui la penisola prende il nome. Una cittadina fortificata ( come sovente ci capita in questi giorni ), che però è ancora racchiusa tra le sue mura ricche di torrette e bagnata da un fossetto pieno d’acqua che ne delimita la parte vecchia. E’ carina ed, se non ricordo male, anche la prima di questo genere. Mentre passeggiamo romantici mano nella mano, fervono tutt’intorno i preparativi e gli allestimenti dei palchi, che accolgono le tipiche serate di balli e di musica caratteristiche dell’estate. Siamo tentati di fermarci qui, meta piacevole e carina dove oltretutto c’è anche un area attrezzata per camper, ma…... Come ormai avrete capito siamo ripartiti. Altro aspetto caratteristico di questa penisola è la vendita al dettaglio sulla strada del prodotto di cui è principale produttrice la zona, il sale. Nel tratto di strada che stiamo percorrendo, infinite saline ci accompagnano fino alla punta con un paesaggio inusuale, dove i contadini lavorano incuranti dei turisti e dei giorni di festa. Lo estraggono ancora a mano dalle pozze un po’ maleodoranti e lo vendono in confezioni varie. Arriviamo alla punta più a ovest della penisola, Le Crosic. Un simpatico paese di mare dove dovrebbe esserci ancora come specialità il pesce. Scendiamo e facciamo un giro. Ben ordinato e floreale ( all’entrata di ogni città o paese in Francia, un cartello con scritto Ville Fleure indica in che grado di città floreale è classificata; vanno da 1 a 4 fiori in base alla presenza, la quantità e soprattutto lo stato di conservazione di essi ) e cerchiamo la prima pescheria aperta per comperare un po’ di mules. Sul porto invece la gente aspetta ordinata l’arrivo delle barche pescherecci che vendono direttamente al pubblico appena rientrano dal mare. Sul molo corrispondente ogni pescatore ha già affissa la tabella dei prezzi ed il prodotto che vende, quindi il cliente aspetta direttamente dove trova il prodotto desiderato al miglior prezzo.
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Semplice esempio di libero Commercio. Iniziamo a ritornare verso San Nazaire, passando però per curiosità a La Baule che si dice, sia uno dei centri balneari più eleganti e rinomati della costa atlantica. L’aspetto caratterizzante è la somiglianza alle nostre località balneari, ci sono due strade parallele divise da palazzi ed alberghi , una che passa lungo mare e l’altra che passa poco più all’interno. Una volta arrivati sul lungo mare, tra le strisce pedonali ed i semafori, non si cammina assolutamente! Mai visto una spiaggia dorata così lunga, sono veramente km e km, però in giro non ci sono camper ed il traffico non ci piace per niente come già sapevamo prima di arrivare. Tolta la curiosità ritorniamo sulla strada del ritorno ed arriviamo a Saint-Nazaire. Usata come avanporto della più grande Nantes è situata sulle due sponde dell’estuario della loira. Non è tanto semplice trovare un posto dove fermarsi! Qui vogliamo passare la notte per visitare all’indomani le basi di sommergibili ( dove si può visitare anche l’interno ), e la duna di sabbia più alta d’Europa ( ad Arcachon ). Dopo un po’ che giriamo chiediamo informazione all’ufficio per il turismo dove poter parcheggiare in camper e ci dice che non c’è nessun posto in particolare. Ci indica vagamente qualche area dove poter passare la notte. Già il posto ci delude un pò! Dopo poco troviamo una decina di camper in sosta in uno sterrato a bordo dell’oceano, devo dire davvero romantico. Ci fermiamo e prepariamo la cena per tre, io, Silvia ed uno splendido tramonto. Dopo cena facciamo un giro per capire se questo posto è cosi povero di turisti e di attrazioni come ci è sembrato nel pomeriggio. La desolazione completa. Un ora di camminata lungo mare senza incontrare nessuno! Che delusione. Sono 64.000 abitanti nascosti che il 12 Agosto non so cosa stiano facendo. Allora ritorniamo in camper, dopo aver smaltito solo in parte i 2 kg di mules che ci eravamo divisi per cena, ed andiamo a dormire in tranquillità al bordo dell’oceano.

IL 15° GIORNO
Delusi dalla serata e di comune accordo decidiamo di lasciare la costa e partire direttamente per Nantes. Una grande città distesa sulle rive della loira, dove parcheggiamo facilmente alla stazione per 3 ore pagando 2,50 € ( penso soltanto perché in questi giorni le strade sono deserte ). Pranziamo in camper e ci dedichiamo completamente alla città. Per essere un grande centro urbano è ben tenuto e rende piacevole la visita. La cattedrale è stupenda ed oltretutto è anche la più alta della Francia. Curiosiamo per i negozi di ogni genere e per le vie del centro che brulica di giovani, camminiamo e camminiamo ancora, ma finalmente troviamo Il Passage Pommeraye. E’una bella galleria su tre livelli creata nel 1843 per collegare due importanti vie cittadine, era un mercato lussuoso ed ora conserva le stesse caratteristiche ma con negozi più comuni. Girando per le vie del centro ci rendiamo conto ancora una volta che il bel clima fresco e ventilato tende ormai ad assomigliare al nostro. Un peccato! Ci rimane però un forte dubbio, sulla guida non coincide la foto dell’esterno della cattedrale con la reale facciata.
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Peccato, perché quella nella foto era veramente particolare. Partiamo lo stesso, in direzione Angers, Amboise e finalmente i castelli della loira, ma con il dubbio di aver tralasciato qualcosa di bello. Mentre percorriamo l’autostrada per Tours, ci avviciniamo pian piano ad Angers e da lontano vediamo che s’innalzano i campanili illustrati nella foto della cattedrale di Nantes ( il secondo errore della comunque indispensabile guida ).
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La fermata è d’obbligo e fortunatamente scendiamo a fare un giro. Si, la cattedrale è proprio quella. La visitiamo al suo interno percorrendo i giardini e l’infinita scalinata che la precede. All’uscita, passeggiamo per le viuzze del centro ed arriviamo poco dopo in un castello che mostra i più bei giardini visti fino a qui. Però le 18:00 sono già passate ed il castello è ormai chiuso. Giriamo in torno al castello e lo visitiamo dalla strada, dove si può fotografare ugualmente il suo splendido giardino. Torniamo verso kermario che ci aspetta ancora caldo e pronto per un po’ di stradaccia sulle rive della Loira. Da questo momento in poi abbiamo un po’ di insicurezza, dovuta al fatto che la nostra guida non è più utilizzabile ( era Bretagna e Normandia, ora inizia la loira ) e le nostre liste parcheggi e soste non sono più utilizzabili. Durante il viaggio ci sentiamo un pò meno a casa e iniziamo a pensare che non sarà più facile come prima. Autostrada Nantes-Angers 11,10 €

Km effettuati fino a qui 44.992
Km parziali 665
Gasolio €/l 1,170
Spesa € 75,00
Litri 64,10
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Ci vogliono un paio d’ore di guida, tra i paesi che si affacciano sul fiume e tra i numerosi limiti di velocità spesso a 50 km/h, per arrivare ad Amboise. L’ora dell’arrivo è precisa per vedere il castello che domina il paese, costruito con lo stesso stile, rispecchiare nel fiume ormai colorato dal tramonto. Il parcheggio è facile e gratuito vicino al castello con decine di camper. C’è anche molto vicino l’ufficio del turismo, che domattina sarà di nostro aiuto per la permanenza qui nella Loira. Cuciniamo con calma, mentre qualcuno esce e qualcuno ancora arriva, intenti ad uscire e visitare il castello di notte. La nota stonata della serata e la moltitudine di moscerini che in pochi minuti riempiono il camper.
Inizia la lotta per farli uscire, sono tanti e invadenti, ma ci riusciamo. Raccogliamo le poche forze rimaste ed usciamo. Dopo qualche metro vediamo partire dal castello i fuochi d’artificio. Scattiamo di corsa per recarci all’entrata ma ormai è troppo tardi. Non ci fanno entrare perché era uno spettacolo notturno a pagamento a cui non era più possibile assistere. Sbirciamo qualcosa dalla strada ed andiamo a dormire.

IL 16° GIORNO
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Ma che sfortuna! Si dormiva così bene qui. Arrivano dispiaciuti i negozianti di un gigante mercato, con tanto di bancarelle a seguito, che dopo un po’ avrebbero riempito i parcheggi del paese con le loro mercanzie di ogni genere, e che ci chiedono gentilmente di spostarci. Decine di camper che alle 07:00 di mattina, non raccontiamo abbigliamenti e stati confusionali vari, si spostano lentamente in un altro parcheggio adiacente. Ma non potevano avvertirci ieri sera del mercato? Va bè. Rimaniamo un’oretta in dormiveglia e decidiamo di alzarci. Appena fatta colazione Silvia si dedica alla pulizia del camper ed io faccio un giro per il mercato. E’ molto simpatico e caratteristico, pieno di prodotti tipici venduti direttamente da piccole bancarelle di contadini e artigiani locali. Faccio un bel giro e torno a sollecitare Silvia per uscire. Passiamo subito all’ufficio informazioni e prendiamo la cartina dei castelli che ci interessano e la piantina della Loira comprensiva di carico/scarico camper. Che spettacolo, mi sento già più tranquillo. Entriamo allo Chateau Royal D’Amboise, pagando 7,20 € a persona , e giusto in tempo arriviamo per seguire la guida in italiano . La visita dura circa un’ora e mezzo e devo ammettere che le spiegazioni di questo francese, nato però a San Marino, sono interessanti e coinvolgenti. Si presuppone che in questo castello, nella cappella Sant’Umberto, ci sia la tomba di Leonardo da Vinci. Al termine del giro visitiamo i giardini in assoluta libertà e scattiamo le solite foto di rito. Scendiamo pian piano dal castello e passeggiamo per le vie del paese molto carino e movimentato sia per il castello sia per il mercato, e dopo aver comperato la baguettes ed un dolcetto tipico torniamo al camper. La fila nei parcheggi è impressionante. La gente che aspetta che i posti si liberino e mette le macchine in qualsiasi posto. Per fortuna che abbiamo già finito e possiamo spostarci per pranzo. Prima di andarcene notiamo sulla cartina che ci sono i servizi anche ad Amboise, nel camping municipale lì vicino, e ne usufruiamo. Entriamo, carico e scarico, Silvia si lava i capelli nei bagni e lava un paio di jeens ed un paio di scarpe. Appena finito usciamo. Abbiamo pagato in tutto 1,65 €. Ci spostiamo un po’ ed andiamo a visitare il castello di Chenonceau. Parcheggiamo tranquilli seguendo le indicazioni del personale ( notiamo anche qui i servizi, che ovviamente non ci servono, adiacenti al parcheggio a 3,90 € ) e cuciniamo qualcosa per pranzo. Il parcheggio è tranquillo e gratuito come al solito e notiamo che molti hanno pernottato qui. Il sole splende, ne approfittiamo e stendiamo anche un po’ di biancheria dalla finestra del bagno. Appena ci rimettiamo in sesto partiamo a piedi per dirigerci all’entrata. Mamma mia che fila! Troviamo il modo di farne un po’ di meno e paghiamo per il biglietto 8,00 € a persona .
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La struttura è imponente , 70 ettari di giardini ed un castello immenso completamente a cavallo sul fiume! Nota dolente secondo me, poco controllato l’interno dove la gente si accalca senza limitazioni di territorio ne ordini di visita. Iniziamo comunque la visita passando da una riva all’altra della Loira e visitando a fatica tutto l’interno. Bella invece la possibilità di visitare completamente il castello ( a differenza degli altri che autorizzano la visita in minima parte ), dalla cucina alle stanze di servizio. C’era anche la possibilità di affittare delle piccole barchette e percorrere il fiume e passare sotto il castello, cosa che non faremo. Visitiamo gli immensi giardini, il labirinto, la fattoria e l’orto. E’ davvero immenso e bellissimo, ritorniamo pienamente soddisfatti e curiosi di sapere se mi hanno “solato” i jeens stesi. Tutto tranquillo come al solito. Stasera però vorremmo dormire sotto un altro castello molto rinomato che visiteremo comunque domattina. Partiamo lentamente per Chambord. Tra le indicazioni stradali notiamo un nome, Bourrè, che mi avevano consigliato e decidiamo di passare.
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Andiamo a visitare le Caves Champignonnières di Bourrè ( vicino a Montrichard ), che sono 400 km di grotte sotterranee dove coltivano vari tipi di funghi champignon. Una visita insolita, con 5,50 € a persona, che si snoda tra le fredde temperature delle grotte e la vista delle varie tipologie di funghi. Siamo a 50mt sotto terra con le ciabatte e la canottiera ad una temperatura costante di 10/12° mentre gli altri sono coperti con maglioni e giubbotti. Che freddo! In compenso la guida parlava solo francese. Una lunga e fresca escursione di un’ora. All’uscita comperiamo 1 kg di funghi a 3 € ( che non è poco ) ed appena arrivati sotto il castello siamo ansiosi di cucinarli. Il profumo è unico e decidiamo di mangiarli crudi con olio limone e pepe nero. Uno spettacolo!
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Le grotte sono strane e inconsuete ma il profumo ed il gusto di questi funghi ( che in Italia non sono così considerati, anche perché non sono come quelli che abbiamo mangiato ) sono davvero impedibili. Appena finito di cenare, dei camperisti vicini, ci chiamano per andare a vedere uno spettacolo notturno al castello, usciamo e ci avviciniamo. Il castello è enorme, vengono riflessi sulla facciata colori e giochi di luce ( sembra siano di moda quest’anno qui, ricordiamo quelli di Rouen che sono però di livello superiore ) che rendono il paesaggio da fiaba. Alla fine lo spettacolo è forse un po’ pesante come stile ma è bello comunque. Poi insolitamente è uno spettacolo serale in un rinomato castello, completamente gratis. Venti metri di camminata e torniamo al camper. Notte ai piedi del castello come volevamo, anche se il parcheggio sarebbe vietato dalle 24:00 alle 06:00. Ma è pieno di camper.

IL 17° GIORNO ( 15/08/2005 )
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Alle 09:00 del mattini siamo tra i primi a fare il biglietto ed entriamo indisturbati al castello, pagando 8,50 € a persona. La visita è piacevole ed indisturbata,abbiamo così lo spazio ed il modo di fotografare ed ammirare tutto. E’un castello ben conservato ed enorme circondato da muri di recinzione ininterrotti di 31 km. La tenuta è di ben 5.440 ettari che oggi formano il più grande parco boschivo chiuso d’Europa. Gli interni sono belli e conservati in maniera ottimale. Questo è il modo e l’ora ideale per visitare questi affollati castelli. Vogliamo andare direttamente a visitare Chambery prima che ci sia un’afflusso scomodo di turisti? Dopotutto oggi è ferragosto e un po’ di afflusso ce lo aspettiamo. Decidiamo di partire e con mezz’ora dovremmo arrivare. Mentre i turisti si affollano alla biglietteria noi usciamo tra gli sguardi del personale attonito. Sono le 10:30. Come previsto pochi minuti ci separano da Cheverny che notiamo però non così affollato. Decidiamo per la formula di entrata con 11,00 € a persona che comprende oltre alla visita dell’interno, un giro in barca per il canale e la visita dei giardini con la macchina elettrica.
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Entriamo nel parco, che bello spettacolo! Iniziamo la visita dell’interno che si svolge ordinata e con un percorso stabilito e controllato dagli addetti. E’ un castello molto appariscente e sfarzoso che ci colpisce molto, ben tenuto e curato. E’ ricco di colori e di quadri, di oggetti d’arte e tutto quello che un principe possa desiderare. E’ il castello dei sogni che io auguro a tutti di visitare. Appena usciti dalla visita interna facciamo un giro per il parco ed andiamo a prenotarci per le altre visite. La visita con la macchinetta mostra alberate e scorci millenari e ci conduce alla partenza del tragitto in barca. Continuiamo il giro del canale ed ammiriamo queste tenute infinite e ricche di vegetazione dove la natura è incontaminata. Finito il percorso, di nuovo macchinetta ed ancora al parco. Continuiamo a piedi per le vie alberate ed i prati verdi ed arriviamo al canile che ospita una muta di 70 cani tutti uguali ( fox-hound e poitevin ), che nel pomeriggio dovrebbero esibirsi nei prati antistanti il castello agli ordini di cavalieri a cavallo. Cosa però non confermata per oggi. L’unico rammarico è non averli visti all’opera. Comunque siamo pienamente soddisfatti e felici di questo unico e forse irripetibile ferragosto da fiaba. Torniamo da kermario, ci sediamo, e guardandoci negli occhi capiamo che è finita la nostra vacanza. Non pensiamoci troppo e partiamo per un lento ritorno, lasciandoci dietro la malinconia di questi posti ricchi di storia e belle favole. Ci avviamo, Cheverny-Verzon-Clermont in autostrada, e paghiamo 18,30 €. Stanchi e muti ci fermiamo a dormire insieme ad altri camper italiani, in un’area di servizio dell’autostrada dove ci sono anche i servizi gratuiti. Buonanotte Francia.
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IL 18° GIORNO
Il buongiorno è triste e freddo, ed appena fatta colazione, approfittiamo ancora della gentilezza del posto e facciamo carico e scarico. La direzione è verso l’Italia in un posticino fresco di montagna dove passare la notte.

Km effettuati fino a qui 45.701
Km parziali 709
Gasolio €/l 1,170
Spesa € 50,00
Litri 42,74

Partenza dall’autostrada, Clermont-S.Etienne-Chambery-Frejus e paghiamo € 28,60, e si paga ancora,

Km effettuati fino a qui 46.125
Km parziali 424
Gasolio €/l 1,080
Spesa € 67,00
Litri 62,04

Attraversiamo il traforo del frejus, che tra l’altro fa veramente schifo rispetto al Monte Bianco, per la struttura, il degrado e lo smog che si respira all’interno, e paghiamo ancora € 39,70. Lasciandoci alle spalle il traforo fonte di numerose disgrazie ( con quella struttura fatiscente! )e siamo ormai in Italia. L’aria è molto diversa ormai e il caldo si fa sentire, saliamo allora verso il Sestriere. Un bel posto di montagna che mostra i disagi per i preparativi delle imminenti Olimpiadi di Torino 2006. Giriamo per il paese pieno di assoluti divieti per i camper ed arriviamo nell’area di sosta come al solito lontana dal paese. Paghiamo addirittura le nostre prime 10,00 € per la sosta di 24 ore ( e per la corrente c’è un supplemento a parte ). Come è bello tornare tra gli onesti connazionali! Questa è l’Italia per i camper? Me ne stò rendendo conto. Comunque parcheggiamo ai piedi delle Alpi e ceniamo al fresco. Dopo cena facciamo una passeggiata, siamo a 2035 mslm , ci sono 11° e sembra inverno, fortunatamente siamo abbastanza coperti.. Torniamo in camper e dormiamo con la stufa accesa per tutta la notte. Per curiosità ho aspettato che scendesse un po’ la temperatura per vedere dove sarebbe arrivata. Ho resistito fino a 5° e poi mi sono addormentato.

IL 19° GIORNO
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Nella fresca mattina montanara decidiamo di dedicarci all’alpinismo. Partiamo volenterosi per scalare la montagna. Due ore di camminata per respirare l’aria fresca di ed ammirare i bei paesaggi verdi. Al ritorno passiamo per le vie del centro, tra le lussuose e care vetrine piene di gente dall’aria importante, ed arriviamo al camper per il pranzo. Ci facciamo una bella doccia, pranziamo ed andiamo a riposarci un po’. Appena alzati, approfittiamo dei servizi

che abbiamo profumatamente pagato, e partiamo per iniziare a scendere. La nostra meta è Asti. Arriviamo nel parcheggio per camper, situato e segnalato nell’immensa piazza del campo e usciamo per le vie tranquille di questa città solare, giriamo per il corso ed i negozi nell’attesa dell’ora di cena. Prima di andare a dormire facciamo un’altra breve passeggiata. Una notte molto tranquilla.

IL 20° GIORNO
Anche questa mattina non c’è fretta e ci rilassiamo ancora un po’. La voglia di tornare verso casa non è poi così forte. Pranziamo e partiamo. Vorremmo visitare Viareggio che non abbiamo mai visto. Facciamo un po’ di autostrada, Genova-Viareggio con 11,20 €, ed arriviamo in questo inaspettato e affollato posto di mare. I parcheggi non ci sono e l’area di sosta è a qualche km dal centro, delusi continuiamo a scendere la costa percorrendo la s1 Aurelia. Decidiamo di camminare ancora un po’ ed arrivare a Castiglione della Pescaia. Eravamo già stati qui e ci era piaciuto molto. Il traffico è assurdo e l’area di sosta è lontana. Dopo aver girato un po’, ci fermiamo al bordo del fiume insieme ad altri camper. Usciamo tra le vie affollatissime dove si passa con difficoltà tra la folla di gente e respiriamo l’aria afosa delle nostre zone. Siamo davvero al capolinea. Notte rilassante ed indisturbata al bordo del fiume.Km effettuati fino a qui 46.847

Km parziali 722
Gasolio €/l 1,160
Spesa € 20,00
Litri 17,25

IL 21° GIORNO
L’ultima tappa del nostro giro è a Montalto di Castro dove ci aspettano nel pomeriggio mia sorella, mio cagnato e la nostra adorata nipotina Elisa. A pranzo siamo li. Ci riposiamo un po’ e nel pomeriggio arriviamo al campeggio dove alloggeremo insieme per la notte. Siamo molto contenti di aver rivisto tutti, andiamo al mare tutti insieme, ceniamo al fresco della pineta e trascorriamo l’ultima notte di vacanza.

IL 22° GIORNO
Non vogliamo andare più a casa e torniamo al mare a giocare con Elisa. Siamo bianchi da far paura!
Rimaniamo a pranzo e facciamo l’ultima partita a carte prima di partire. Siamo stati gentilmente ospitati per un giorno senza aver pagato nulla nemmeno la notte con il camper, salutiamo e ringraziamo tutti. Alle 17:00 si parte per tornare a casa. Contenti per la riuscita della vacanza e soddisfatti della spesa fatta, torniamo mestamente a casa ma sempre pronti per ripartire. Alle 18:00 siamo a Corchiano. Km 47.060.

Riepilogo del viaggio :Km totali 5.805
Litri totali 521,61
Spesa gasolio € 564,51
Media km/l 11,13
Spese autostradali € 136,10
Ponte di Normandia € 5,80
Spese trafori (Frejus e Monte Bianco) € 80,10
Spese castelli ed entrate varie € 190,30
Spese parcheggi e carichi/scarichi € 42,65
Spese varie € 480,00
________________________________________
Totale spesa per 22 giorni di vacanza € 1.500,46

Secondo noi, la Normandia è stupenda per i paesaggi verdi, la storia ed il clima fresco; la Bretagna è più calda, con gli antichi paesaggi intatti e l’attaccamento alle antiche tradizioni popolari; La Loira è come un tuffo nei sogni e nelle favole che abbiamo sempre sognato.

Qualche consiglio :
Portare con se indumenti pesanti per la sera ed il mattino;
Non dimenticare il pigiama perché di notte fa fresco e si accende spesso la stufa;
Portare due bombole del gas per precauzione (noi abbiamo usato un paio di giorni anche la seconda);
In ogni paese è presente l’ufficio del turismo dove si trova gratis ed in quantità infinita materiale utile per le visite delle maggiori località d’interesse comprensivo di foto e strade e dove si può anche chiedere dove parcheggiare il camper dove scaricare e dove dormire;
Consiglio di acquistare per il viaggio la guida Bretagna e Normandia del Tourin Club Italiano, che è precisa e affidabile, con foto e cartine stradali dettagliate delle stesse;
Consiglio di fare rifornimento nei distributori situati nel parcheggio dei supermercati presenti ovunque dove si può trovare il gasolio anche a meno di 1 € ;
Fare attenzione nei centri abitati dove sono presenti innumerevoli dossi talvolta veramente alti ed agli autovelox ( fate caso che 50 mt dopo il cartello che indica controllo radar ci sono delle postazioni fisse dove si viene fotografati sicuramente );
Evitare le autostrade (segnalate con cartelli blu e non verdi come i nostri) per i tratti brevi perché sono molto care, invece per i lunghi tratti ( vedi Lione/Parigi 450 km a 33,50 € ) sembra conveniente, fra l’altro nelle autostrade ci sono delle aree di sosta apposite per dormire e pranzare e spesso con servizi gratuiti per i camper ( abbiamo dormito anche di notte su queste aree dove ci hanno detto che talvolta conviene entrare, per passarci proprio la notte );
Gli automobilisti sono molto corretti e gentili, è d’obbligo dare la precedenza ai pedoni sia in prossimità delle strisce che al di fuori, è d’obbligo stare attenti ai ciclisti presenti ovunque;
Consiglio le strade statali che oltre ad essere scorrevoli e gratuite sono ricche di fiori e con rotonde pittoresche;
Sono regioni molto accoglienti per i turisti e per i camper con servizi quasi in ogni paese, e dove non ci sono le indicazioni dei servizi ci sono i campeggi municipali dove si entra si provvede al carico ed allo scarico e si esce di nuovo;
Suggestive sono le sagome poste sui cigli della strada che rappresentano le persone morte in quel punto, di colore nero, con la scritta del nome e ……per esempio, avevo…..20 anni!
In questa vacanza abbiamo fatto più di 500 foto e molte sono veramente belle, ma consiglio di portare una telecamera per rendere più veri i paesaggi e conservare un ricordo più vivo;
Consiglio di scaricare l’elenco preciso e dettagliato delle aree di sosta e parcheggi vari, dal sito [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] sono uniche e attendibili al 100%.

Per qualsiasi altra informazione e qualora vogliate la mia e-mail contattate lo Staff di Camperfree
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