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Messaggio Da FuoriPorta il Mar 10 Nov 2020, 11:40

L’identità di un popolo si esprime anche attraverso la cucina tradizionale; nella cucina Poggiomoianese, semplice e genuina, un ruolo importante è svolto dal prezioso olio extra vergine, il famoso “oro verde dei Sabini”, il primo in Italia ad ottenere la denominazione DOC.

Già nella civiltà romana l’olivicoltura era una delle branche più sviluppate dell’agricoltura e l’olio d’oliva era uno dei prodotti più pregiati di Roma. Nulla dell’oliva veniva lasciato al caso, dalle varietà più adatte alla potatura, ai sistemi di raccolta, fino alle tecniche di frangitura: ogni cosa era descritta alla perfezione.

Plinio e Columella, per citare solo alcune fonti, censirono dieci varietà diverse di olivi, classificandone l’olio in cinque categorie: sulle tavole romane l’oliva non mancava mai! Tra gli spazi preferiti di coltivazione delle olive, ce n’era uno in particolare, fuori dalla città eterna. Catone “il Censore” recitava: «l’ulivo nasce plebeo e diventa nobile in Sabina», nel suo De agri cultura: si trattava della prima opera in prosa della storia della letteratura latina, che narrava dell’oro verde di Roma.

Lo stesso Marco Terenzio Varrone proponeva una serie di consigli per la coltivazione dell’olivo, redimendo un primo disciplinare di produzione relativo al territorio sabino. Strabone, geografo e filosofo greco trapiantato a Roma, già in tempi non sospetti si era accorto della ricchezza di quell’area, scrivendo che «tutto il suolo della Sabina» era «straordinariamente ricco di olivi». L’olio d’oliva prodotto in Sabina era, dunque, un vero e proprio vanto per gli antichi romani. Ma perché veniva chiamato oro verde? Come dicevano molti scrittori romani, l’olio di qualità era molto costoso e per questo l’olivo era considerato una pianta sacra. Basti pensare che, in una civiltà basata su una rigida struttura militare e il reclutamento obbligatorio, i cittadini che piantavano almeno uno iugero (circa 2.500 metri quadri) di ulivi venivano dispensati dalla leva.

La Sabina, nell’antica Roma, era dunque considerata un campo dei miracoli dall’oro verde. Oggi nei territori sabini, tra Roma e Rieti, si produce l’olio Sabina DOP, antichissimo olio extra vergine di oliva ottenuto da diverse varietà di olive, tra cui Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Rosciola, Pendolino. Si tratta di un olio di colore giallo oro dai riflessi verdi, che proprio per questo ha mantenuto il nome di Oro Verde della Sabina; esso impreziosisce tutto ciò che accompagna, dalla semplice fetta di pane abbrustolito ai piatti più ricercati.

L’olio rappresenta un vero e proprio tesoro per Poggio Moiano ed è il suo prodotto più tipico e pregiato; nelle colline di Poggio Moiano si coltivano da sempre olive di prima qualità e nel frantoio della Cooperativa Olivicola dell’Alta Sabina esse vengono lavorate per ricavarne il pregiato olio extravergine. Gli uliveti che rendono celebre il territorio di Poggio Moiano si immergono in un ambiente sano e genuino: la dislocazione degli oliveti quanto mai felice, le caratteristiche geomorfologiche del terreno, l’adozione di metodi di coltivazione ecologica fanno dell’olio un alimento di altissimo valore dietologico, tra i migliori d’Italia; le sue peculiarità sono senza dubbio il bassissimo o quasi nullo grado di acidità, la densità media e il gusto fruttato.

Il presupposto indispensabile per avere olio d’oliva di qualità veramente pregiata è quello di estrarlo da olive sane, raccolte mature; nulla è più vero del detto “l’olio buono comincia ad essere fatto negli oliveti”. La stagione della raccolta inizia dal mese di novembre.
Per i Poggiomoianesi la raccolta delle olive è una vera e propria tradizione, nella quale si conciliano momenti di impegno e lavoro e momenti di condivisione e familiarità. Si tratta, insomma, di un rituale al quale nessun paesano rinuncia. Una volta stesi i teli e spogliate le piante dai loro frutti, vengono riempite le cassette di olive e trasportate nel frantoio, dove l’olio verrà estratto a freddo, in modo da mantenerne inalterate le caratteristiche e garantendo un olio pregiato.

Con l’olio extravergine di oliva sabino ogni piatto si caratterizza per la qualità e l’autenticità: semplicemente utilizzandolo a crudo per condire i piatti di carne e verdura l’olio esalterà i sapori dando alle ricette un tocco di bontà e genuinità. L’olio extravergine di oliva è fondamentale, inoltre, per una corretta dieta alimentare: se consumato nelle giuste dosi, ad esempio, esso aiuta a combattere il colesterolo cattivo e ha un’azione positiva nel metabolismo della digestione, nell’alimentazione dei bambini, nelle malattie del fegato, cardiocircolatorie e nell’arterioscelosi.

La Cooperativa Olivicola dell’Alta Sabina, cui fanno riferimento i produttori del luogo, da anni è impegnata nella ricerca di tecniche sempre più avanzate per la difesa e la valorizzazione dell’olio. Grazie all’azione della Cooperativa, dopo le gelate del 1985, si è riusciti a recuperare gli oliveti esistenti e ad implementarli, attraverso l’immissione di oltre 25.000 piante.

L’olio di oliva di Poggio Moiano, in passato, è stato premiato con la medaglia d’oro per il fruttato leggero al concorso regionale di selezione all’Ercole oleario ed è stato dichiarato olio d’oro da Olivenol di Monaco di Baviera, dell’autrice Rotraud Degner, che ha presentato alla gastronomia tedesca oltre 115 olii di oliva allo scopo di premiare con un olivo d’oro i migliori prodotti; tra questi è stato selezionato anche l’olio prodotto dalla Cooperativa dell’Alta Sabina di Poggio Moiano.

Per informazioni visitare la pagina Facebook “Cooperativa Olivicola dell’Alta Sabina” e contattare il numero 0765876057.
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