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ESTATE 2017 - Falconara Marittima

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ESTATE 2017 - Falconara Marittima

Messaggio Da Cinema Excelsior il Ven 14 Lug 2017, 14:32

eventi proposti dal
CINEMA EXCELSIOR
via Giacomo Leopardi 48
Falconara Marittima (AN)

martedì 25 luglio ore 20,30
dal Teatro Nazionale di Monaco
LA FORZA DEL DESTINO di Giuseppe Verdi
con Jonas Kaufmann



La forza del destino - qual è il significato del destino che Verdi propone con tanta forza? Chi costringe Leonora e Alvaro, in quanto assassino del di lei padre, a entrare nell’eremo di un monastero, e quindi confrontarsi, in una potente resa dei conti, con il fratello, che è pieno di odio e non può perdonare? È forse una dichiarazione di guerra alla promessa di redenzione di Dio? La cantilena celestiale di un violino solista cresce alla fine dell'opera - di fronte alla morte di Leonora e del fratello. Coloro che si ritirano nel crepuscolo consolante di una pace divina, stanno solo cercando di negare una cosa: la forza del destino.

Questa produzione della Bayerische Staatsoper è interpretata da un cast stellare, con un Jonas Kaufmann “elettrizzante” e una “raffinata” Anja Harteros (Opera News). L'allestimento di Martin Kušej si focalizza sull'interiorità dei personaggi e la storia diventa quella di autodistruzione di una famiglia a causa del senso di colpa di una ribelle Leonora. Tutto ruota intorno a una tavola di famiglia e all’ombra del marchese, padre oppressivo e causa delle tragiche vite dei protagonisti.

mercoledì 2 agosto ore 21,30
LA GRANDE ARTE AL CINEMA!
RAFFAELLO - IL PRINCIPE DELLE ARTI (in 2D)
La digressione artistica partirà da Urbino (città natale di Raffaello) passando per Firenze, per approdare a Roma e in Vaticano, al contempo apice ed epilogo del folgorante percorso artistico di Raffaello: un totale di 20 location e 70 opere, di cui oltre 30 di Raffaello, raccontate attraverso molteplici esclusive e punti di vista inediti. La digressione artistica sarà affidata al commento autorevole ed appassionato di tre celebri storici dell’arte: Antonio Paolucci, Antonio Natali e Vincenzo Farinella.
Le ricostruzioni storiche, ispirate a dipinti dell’800 che testimoniano frammenti di vita di Raffaello, rappresentano istantanee della vita dell’artista, momenti delicati ed evocativi capaci di coinvolgere emotivamente lo spettatore introducendolo nei capitoli di digressione artistica.
A dare il volto a Raffaello Sanzio nelle ricostruzioni storiche sarà l’attore e regista Flavio Parenti (To Rome With Love, Io sono l’amore, Un Matrimonio). La Fornarina, la donna amata dall’artista, sarà interpretata da Angela Curri (La mafia uccide solo d’estate), mentre Enrico Lo Verso darà il volto a Giovanni Santi e Marco Cocci a Pietro Bembo. Scenografia e costumi sono stati curati da due eccellenze del cinema italiano, rispettivamente Francesco Frigeri e Maurizio Millenotti.

martedì 8 agosto ore 20,30
dal Teatro dell'Opera di Parigi
IL LAGO DEI CIGNI di Čajkovskij
Basato sull’antica mitologia slava e norrena, in cui il destino spesso scaturisce da misteriose forze della natura, Il lago dei cigni è diventato una leggenda a sé stante. Prima partitura per balletto composta da Čajkovskij, è pervasa da un profondo senso di nostalgia, facendo eco all’esperienza del compositore di un amore tanto sfuggente da diventare impossibile. Tuttavia il lavoro è rimasto incompreso fino al 1895, quando Marius Petipa ne ha dato una propria interpretazione coreografica. Con l'aiuto di Lev Ivanov, Petipa ha creato figure maestose per il corpo di ballo femminile e ha reso vivo il cigno danzante. Nella versione “freudiana” di Rudolf Nureyev, ideata per il Balletto dell'Opera di Parigi nel 1984, il principe Siegfried, manipolato dal malvagio Rothbart, rifugge la realtà del potere e del matrimonio per nascondersi nei sogni nei quali gli appare un lago magico che simboleggia l'amore idealizzato. Nureyev ha elevato il ruolo del principe a quello della protagonista, assegnandogli una dimensione psicologica più profonda, optando poi per dare a questo magistrale balletto un tragico epilogo, più in sintonia con la sua partitura musicale.

mercoledì 16 agosto ore 21,30
LA GRANDE ARTE AL CINEMA!
MICHELANGELO - AMORE E MORTE
Uomo dall’energia straripante, ossessionato dall’arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi, autore di capolavori come il David, la Pietà, Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio Universale, la Pietà Rondanini…
Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l’eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l’incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell’epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione.
Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l’artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l’anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli Uffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell’artista.
Il regista propone inoltre un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra dove Holly Trusted, Curatrice del Dipartimento Sculture del museo, ci accompagna nell’Italian Cast Court, ora ribattezzata Weston Cast Court, dove spicca la copia in gesso del David di Michelangelo, realizzata da Clemente Papi nel 1850 e destinata alla formazione di studenti d’arte. Tra gli altri luoghi del film anche il Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Ermitage (di cui conosciamo il responsabile Sergej Androsov), dove si trova il Ragazzo accovacciato in marmo, attribuito a Michelangelo solo in epoca recente.
Michelangelo. Amore e morte offre inoltre la straordinaria possibilità di conoscere i bronzi Rothschild, nudi virili in bronzo che cavalcano due pantere. Appartenute ai banchieri Rothschild, le due sculture sono state attribuite al maestro e sarebbero gli unici bronzi michelangioleschi sopravvissuti ai secoli come ci spiega Victoria Avery, Conservatrice di Arte Applicate del Museo Fitzwilliam di Cambridge.
Tra le testimonianze raccolte dal regista ci sono inoltre quelle dei critici d’arte Martin Gayford, Jonathan Jones, Jennifer Sliwka e Cristina Acidini, quella del delegato per i dipartimenti scientifici ed i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, Professore Arnold Nesselrath, e quella dell’artista Tania Kovats.

martedì 22 agosto ore 20,30
dal Gran Teatro del Liceu di Barcellona
I CAPULETI E I MONTECCHI di Vincenzo Bellini
Joyce DiDonato e Patrizia Ciofi sono le acclamate protagoniste
che tornano sul palco del Liceu con I Capuleti e i Montecchi.
La lettura registica di Vincent Boussard dell’amore tragico tra
Romeo, il capo del Montecchi, e Giulietta, la figlia dei Capuleti,
due fazioni rivali nella Verona del XIII secolo, appare diretta e
autentica, accompagnata dalla elegante conduzione del
direttore italiano Riccardo Frizza.
Ai costumi, il fashion designer Christian Lacroix, che cerca di“rivelare l’intimità fragile e nascosta dei personaggi” dalle
parole dello stesso regista.
In un mondo pieno di intrighi, lotte e rivalità, Giulietta finge la
sua morte per fuggire con il suo innamorato. Ma Romeo, non
sapendo di questo stratagemma, si toglie la vita. Quando
Giulietta si sveglia, e lo vede morto, si uccide a sua volta.

mercoledi 30 agosto ore 21,30
LA GRANDE ARTE AL CINEMA!
ROBERTO BOLLE - L'ARTE DELLA DANZA
Appassionato, carismatico, apollineo. Roberto Bolle è l’artista che ha regalato all’arte della danza l’entusiasmo riservato finora alle star del pop: l’étoile italiana che ha portato il balletto ancora più vicino al grande pubblico e che attraverso la bellezza del movimento ha saputo rivelare in modo sorprendente il potere comunicativo della danza.
Ma chi è Roberto Bolle? E come è diventato un personaggio icona, un artista di tendenza, un uomo amato e seguito da milioni di fan? Roberto Bolle. L’arte della Danza è un viaggio con l’artista in occasione dell’esclusivo tour in favolosi teatri all’aperto, vanto del patrimonio culturale del nostro paese. Un tour con Roberto Bolle e i suoi “Friends”, dieci eccezionali danzatori di tutto il mondo scelti dallo stesso Bolle per avvicinare la danza a un pubblico di migliaia di spettatori: Nicoletta Manni, del Teatro alla Scala, Melissa Hamilton, Eric Underwood, Matthew Golding del Royal Ballet di Londra, i gemelli Jiři e Otto Bubeníček, rispettivamente del Semperoper Ballet di Dresda e dell’Hamburg Ballett, Anna Tsygankova del Dutch National Ballet di Amsterdam, Maria Kochetkova e Joan Boada del San Francisco Ballet, Alexandre Riabko dell’Hamburg Ballett. Tappe di questo viaggio sono il Teatro Grande di Pompei, un luogo che grazie a Bolle si è aperto al balletto e alla danza, l’Arena di Verona, con la sua straordinaria platea di 14.000 persone, il Teatro delle Terme di Caracalla a Roma, con le sue secolari, imponenti rovine a fare da scenografia alla performance.

Dalla preparazione atletica alle prove dello spettacolo, dall’organizzazione del tour alla scelta degli artisti e dei brani degli spettacoli, Roberto Bolle. L’arte della Danza offre un’occasione eccezionale per muoversi dentro le emozioni, la fatica e la gioia, il confronto continuo con se stessi, che la danza mette in moto con la sua energia costitutiva. Ad arricchire il film interviste, riprese delle varie fasi di lavoro, spettacoli, riflessioni personali dell’artista, nel tentativo di approfondire il tema del rapporto totalizzante tra un uomo e la sua arte. Perché Bolle, stacanovista della disciplina, si affida alla danza accettando fino in fondo ciò che impone al corpo e allo stile di vita, abbracciandola come dispensatrice di armonia e di equilibrio, come fonte di costante rinascita. Un regalo per lo spirito, da coltivare, giorno dopo giorno senza sconti, un credo da condividere con il pubblico che Bolle, soprattutto oggi, in questo momento storico conflittuale, vive come il suo compito d’artista.

Spiega Francesca Pedroni: “Conosco e seguo Roberto Bolle dai suoi primi successi alla Scala. Ventenne, incantò tutti danzando il suo primo Romeo, parte che gli fece conquistare, giovanissimo, il ruolo di primo ballerino del teatro. Un’eleganza naturale, principesca, da perfetto danseur noble, una bellezza da manuale d’arte, perfetta per le linee classiche e neoclassiche, che però non gli ha impedito, anzi lo ha spinto a mettersi in gioco anche in ruoli dalla personalità tormentata come Onegin o Don José. E ne è uscito vittorioso. Lo abbiamo visto crescere, diventare étoile della Scala, ma anche una straordinaria star pop in grado di far conoscere i maestri della coreografia del passato e del presente a un pubblico neofita. Qualsiasi cosa faccia o dica è semplicemente virale. Accompagnare Roberto Bolle in tour all’Arena di Verona, al Teatro Grande di Pompei e al Teatro delle Terme di Caracalla a Roma è stata una magnifica avventura. «La danza – dice – è il fuoco che ho dentro. Mi ha formato, mi ha dato un’identità. L’uomo che sono ora lo devo alla danza». Un amore sterminato che è l’anima dei gala “Roberto Bolle and Friends”, nati sulle orme di Rudolf Nureyev, l’artista che tanti anni fa promosse nella danza la formula dei friends e che per l’étoile italiana è ancora oggi figura di riferimento fondamentale”.

Cinema Excelsior


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